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La dieta dopo le abbuffate: così si evita l’effetto-spugna

Inserito il 04 gennaio 2015 alle 07:53:00 da idealdieta. IT - Dieta e Salute

Indirizzo sito : Gazzetta


Nelle feste si prendono in media 3 kg, e metà è tessuto adiposo. Ma si possono perdere, con l’esercizio fisico messo da parte per qualche giorno, e con una dieta ipocalorica per combattere la ritenzione idrica interstiziale e la pienezza del tubo digerente:
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insalata e ortaggi decongestionano il fegato e attivano il metabolismo dei grassi. E poi un paio di litri al giorno di acqua con poco sodio

Vi state preparando all’ennesima abbuffata, quella dell’Epifania? Almeno avete fatto un po’ riposare nei giorni precedenti il vostro povero apparato digerente costretto, suo malgrado e senza un attimo di tregua, a effettuare continui turni di lavoro straordinario? Difficile, anche perché oltre alle sacre feste raccomandate, che sommandole sono solo cinque in quindici giorni, dobbiamo aggiungere gli immancabili inviti di amici e parenti, le conviviali cene in baita, la perenne tentazione avendo intorno a sé panettoni, pandoro e cioccolate di tutti i tipi, per non parlare del vino, di cui noi italiani siamo affezionatissimi consumatori. Insomma, due intere settimane, dal Natale alla Befana, in cui il mangiare e bere regnano sovrani, mentre l’esercizio fisico, l’unico in grado di farci smaltire qualche caloria, è per lo più messo da parte a causa dei tipici effetti collaterali delle post mangiate pantagrueliche: pesantezza, sonnolenza, mal di testa e una stanchezza generale, che ben poco si addice a giornate per nulla impegnative dal punto di vista muscolare, anzi! Per chi ci ha dato dentro alla grande due notizie: una buona e una che possiamo definire consolatoria.
PESO CHE VIENE, PESO CHE VA — In questo periodo noi italiani mettiamo su in media circa tre chili. Un effetto collaterale non del tutto piacevole, ma ampiamente previsto, se si pensa che il solo classico pranzo natalizio, partendo dagli antipasti fino ad arrivare al panettone, supera normalmente le tremila calorie. In pratica il fabbisogno energetico di due giorni di una donna di media statura. E, purtroppo, una parte di questi chili (circa il 50%) diventa tessuto adiposo. Un fattore affatto temporaneo che necessita il ripristino della condizione fisiologica precedente le festività, includendo una dieta ipocalorica e una buona dose di esercizio fisico. Questa è la cattiva notizia. Quella buona, è che il peso guadagnato si può perdere abbastanza facilmente e senza grossi sacrifici. I motivi sono essenzialmente due: la ritenzione idrica interstiziale, tipica della sovralimentazione, e la pienezza di tutto il tubo digerente.
L’EFFETTO SPUGNA — Con questo termine si intende la ritenzione idrica che segue le grosse abbuffate. In sostanza, il sangue che contiene una certa concentrazione di sali minerali, possiede una determinata pressione osmotica. Ma quando stomaco e intestino sono pieni a più non posso accade qualcosa di molto simile a quando un fiume con la sua acqua dolce incontra l’acqua salata del mare. Per un certo periodo di tempo la differente pressione osmotica dei due liquidi impedisce che i fluidi si mischino, almeno fino a quando per osmosi inversa l’acqua del mare cede il suo sale e l’acqua del fiume lo riceve. Solo a questo punto i due fluidi possono mischiarsi. Ebbene, a seguito di eccessive scorpacciate, la concentrazione di glucosio e sodio nel sangue si accresce in maniera esagerata, favorendo così l’aumento della pressione osmotica, il relativo incremento del volume plasmatico e, di conseguenza, quello dei liquidi interstiziali. E’ questo l’unico modo per riuscire a mantenere l’indispensabile equilibrio omeostatico. Se la situazione permane, ovvero continuiamo a ingozzarci, l’organismo tende a preservare l’effetto spugna fino al ripristino delle normali abitudini alimentari e dell’attività fisica necessaria per il recupero dell’omeostasi fisiologica. Se così non fosse, il sovrappeso, ahimè, rimane tale e quale.
EVITATE L’‘INGORGO’ — Questo non accade solo dopo un pranzo luculliano in cui il tubo digerente è totalmente ingolfato, infatti, si tratta di una sensazione che può persistere al massimo per 5 ore, ma quando continuiamo a riempire stomaco e intestino ininterrottamente con diversi pasti abbondanti consecutivi. In questa situazione può succedere che il nostro peso durante o nell’immediato post feste, non sia dovuto unicamente all’adipe depositato. Un buon contributo è, infatti, fornito dal contenuto viscerale e dal liquido interstiziale. Quindi, per sapere quanto realmente siamo ingrassati e comportarsi di conseguenza, è bene attendere prima di salire sulla bilancia, qualche giornata di ‘stop’ mangereccio. Comunque, si possono un po’ limitare i danni inserendo nei menù delle feste degli alimenti ricchi di antiossidanti, come l’insalata o alcuni ortaggi come carciofi, carote, cavoli, bietole e broccoletti, ricchi lipotropi, composti che svolgono un’azione decongestionante sul fegato e attivano il metabolismo dei grassi. Infine, per depurarvi e ridurre la ritenzione idrica, non dimentichiamoci di bere molta acqua con scarso contenuto di sodio. Almeno un paio di litri al giorno.
COSA, QUANDO E QUANTO DEVE MANGIARE UNO SPORTIVO IN QUOTA — Tenete presente che lo sci brucia parecchia energia: circa 10 calorie al minuto. Per intenderci, un’ora di sci di fondo a 15 km/h richiede circa 600 calorie, il doppio del carburante necessario per affrontare un’ora di tennis. Se a questo poi si aggiunge che l’aria di montagna stimola l’appetito e che siamo più inclini a praticare attività sportiva, ecco che diventa fondamentale adottare una dieta adeguata, che riesca a soddisfare il maggiore bisogno energetico, ma che al contempo non ci appesantisca. Cosa fare? Dopo il digiuno notturno è indispensabile una colazione che ci consenta di affrontare le piste nella migliore forma possibile, senza rischiare né di appesantire l’organismo, né di restare a stomaco vuoto e senza più energia da spendere. Pochi o zero grassi, ma tanti zuccheri, specie quelli di marmellata e frutta. Via libera anche ai prodotti lattiero caseari, come latte, yogurt e formaggi freschi, un’ottima fonte di acqua e proteine. Durante il pranzo state leggeri, dal momento che la giornata sulla neve è ancora lunga. Indicati sia un piatto di pasta o una zuppa di legumi, ma anche un panino con prosciutto e formaggio. Evitate gli alcolici. Alla sera potete concedervi qualche sfizio in più, come ad esempio qualche tipico piatto di montagna (raclette, polenta, fonduta), pesce o carne e un buon dolce. Con il vino e i superalcolici andateci piano! Consigliati, per ricaricare le pile, gli spuntini di metà mattinata e metà pomeriggio. Con queste semplici regole organismo e bilancia ringrazieranno.
Mabel Bocchi



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