Glicemia
E' il tasso di
glicosio nel sangue. Il suo valore medio
normale è di50-95 mg/ 100 ml (a seconda
delle tecniche di misurazione) e subisce
solo piccole variazioni nel corso della
giornata (leggero aumento dopo i pasti);
questa costanza ha grandissima importanza
fisiologica, in quanto sia un aumento
(iperglicemia*)sia una diminuzione
(ipoglicemia*) deltasso di glicoso si
manifestano con gravi turbe funzionali, che,
in casi estremi, possono portare alla morte.
Il glicoso rappresenta il nutrimento di
pronto impiego per tutte le cellule
dell'organismo, le quali lo prelevano dal
sangue e possono utilizzarlo immediatamente
oppure immagazzinarlo sotto forma di
glicogeno. Gli organi, a eccezione del
fegato e del rene, non possono riammettere
nel sangue il glicoso che gli hanno
sottratto; d'altra parte, la principale
fonte di glicoso per l'organismo sono gli
alimenti, ma, in misura minore, esso può
venir anche sintetizzato ex novo a partire
da protidi e lipidi all'interno
dell'organismo stesso.
L'organo che svolge il ruolo principale
nella regolazione della glicemia è il
fegato, il quale, quando la disponibilità di
glicoso è elevata (dopo i pasti) lo preleva
dal sangue e lo immagazzina sotto forma di
glicogeno, mentre quando la disponibilità è
limitata lo immette nel sangue (demolendo le
sue riserve di glicogeno o sintetizzandolo
ex novo). Questi processi sono sotto il
controllo di vari ormoni: ormoni
ipoglicemizzanti, la cui azione consiste nel
determinare un abbassamento della glicemia,
e ormoni iperglicemizzanti, che innalzano la
glicemia. Il principale ormone
ipoglicemizzante è l'insulina*, prodotta dal
pancreas in risposta a variazioni della
glicemia; essa ha un duplice effetto: mentre
da un lato abbassa il valore della glicemia,
dall'altro facilita
l'utilizzazione del glicoso da parte dei
tessuti. Gli ormoni iperglicemizzanti sono:
il glucagone, prodotto dal pancreas, e
l'adrenalina, prodotta dalla midollare del
surrene, che agiscono stimolando il fegato a
demolire le sue riserve di glicogeno e a
immettere nel sangue il glicoso che ne
deriva; gli ormoni glicocorticoidi (cortisolo,
ecc.), prodotti dalle capsule surrenali, che
stimolano la neoformazione di glicoso a
spese dei protidi; la tiroxina, prodotta
dalla tiroide, che accelera la neoformazione
di glicoso a partire da protidi e lipidi, e
l'ormone somatotropo, prodotto dall'ipofisi,
che stimola la neoformazione di glicoso
soprattutto a partire dai lipidi. Tutti
questi ormoni in condizioni fisiologiche
agiscono simultaneamente, contribuendo nel
loro insieme al rigoroso mantenimento della
costanza della glicemia.
L'efficacia di questi sistemi di regolazione
può essere verificata con relativa facilità
mediante la cosiddetta prova da carico di
glicoso, che consiste nel somministrare a un
individuo a digiuno una certa quantità di
glicoso (generalmente per bocca) e nel
seguire quindi l'andamento della glicemia
prima della somministrazione e nelle ore
immediatamente seguenti: negli individui
normali si osserva un rapido aumento della
glicemia che raggiunge il suo massimo circa
mezz'ora dopo la somministrazione e quindi
un calo graduale che raggiunge i valori
normali dopo circa due ore; in condizioni
patologiche si può osservare sia un ritardo
nella comparsa dell'aumento della glicemia
con un più rapido ritorno alla norma (malassorbimento
intestinale), sia un eccessivo aumento della
glicemia e un suo permanere al di sopra
della norma per un tempo maggiore (diabete).
GLICÈRIDE s.m. Sostanza grassa, ottenuta
partendo dagli acidi grassi (oleico,
stearico, palmitico, ecc.) per aggiunta di
glicerina (glicerolo).
Di consistenza variabile, i gliceridi sono
utilizzati come eccipienti di pomate
dermiche e di supposte, negli stessi usi del
burro di cacao; in particolare lo stearato
di glicerolo e il palmitato di glicerolo
vengono utilizzati come agenti emulsionanti,
tensioattivi.
GLICERINA s.f. Liquido oleoso, incolore,
molto denso (densità 1,260 circa a 30 oBaumé),
con indice di rifrazione 1,475, di sapore
dolciastro, di lieve odore caratteristico
non sgradevole; è miscibile con acqua e
solubile in alcool. Il prodotto officinale (F.
U.) non deve contenere più del 2-3 % di
acqua. È noto anche come glicerolo e
propantriolo. La glicerina è un alcool
trivalente a tre atomi di carbonio, dalla
seguente formula di struttura:
CHZOH-CHOH-CHZOH. Costituente fondamentale
dei trigliceridi, cioè degli oli e dei
grassi animali e vegetali, la glicerina può
essere sintetizzata nell'organismo per
biotrasformazione, partendo dai glicidi e
dagli aminoacidi. La glicerina commerciale
si ottiene come sottoprodotto dell'industria
dei saponi; si può inoltre ricavare per
fermentazione alcoolica. Attualmente la
glicerina viene preparata anche per sintesi,
partendo dal propilene proveniente dal
cracking (piroscissione) degli oli minerali,
procedimento che conduce a una resa di
prodotto più puro e anidro.